Itinerari e Percorsi della Città    
 

Il viaggio alla scoperta della macchina bellica Palmanova e della sua storia inzia da Porta Cividale, sede del Museo Storico Militare.
Porta Cividale è uno dei tre ingressi della fortezza, assieme a Porta Udine e Porta Marittima (ora Aquileia).
Una visita al piano di carreggiata ci permette di apprezzare il sistema protettivo e le funzioni di controllo che la porta stessa aveva nel flusso di chi entrava e usciva dalla città.
Si vedono i battenti in larice bullonati, mentre i pesanti cancelli in ferro battuto sono oggi collocati in piazza presso la loggia della Gran Guardia.
Questi venivano chiusi la sera e riaperti presto la mattina.
Sotto la porta ci sono ampi ambienti per il corpo di guardia, camini che permettevano sia la preparazione di pasti che il riscaldamento durante le rigide giornate invernali ai fanti in servizio.
In piccoli ambienti, invece, venivano alloggiati gli ufficiali e il Contestabile alla Sanità, che aveva il compito di controllare merci e persone in transito.
Vi era anche la grande ruota (visibile solo a Porta Udine) e i meccanismi che permettevano il sollevamento del ponte levatoio davanti all'arco esterno dell'ingresso.
Dal piano terra non si può accedere al piano superiore, per ovvie ragioni di sicurezza.
Saliti al piano superiore, attraverso una rampa con acciottolato, si giunge al Dongione, dove sono esposti i cimeli del Museo Militare.
Attraversando la porzione di cortina, si sale sul cavaliere, da cui gli artiglieri potevano dare uno sguardo all'intero sistema fortificatorio e alla campagna circostante.
Si notano, di fronte il rivellino, oggi tagliato a metà dalla strada che porta alla fortezza, e a sinistra, in primo piano, il baluardo, più in là la lunetta napoleonica, con i suoi edifici di supporto.
Scesi dal cavaliere passiamo accanto alla prima loggia cieca con la sua facciata in pietra viva, collinette di terra che sembrano naturali, ma sono tutte opere dell'ingegno degli architetti militari e che hanno un preciso scopo difensivo. Si giunge alla loggia con sortita.
All'interno ancora un grande focolare per il corpo di guardia residente, che forniva le sentinelle del perimetro delle mura.
Si scende per l'ampia galleria di sortita e ci si trova al livello del fossato e, camminando, protetti alla vista del nemico dalla falsabraga alla nostra destra, si imbocca la breve galleria che attraversa la falsabraga stessa.
Eccoci nel fossato. Si passa il ponticello sulla cunetta d'acqua e si sale sul rivellino con la sua riservetta di polveri.
Aggirato il rivellino, ci si trova sul piano della campagna, anche questo modellato ad arte da mani sapienti, e ci appare l'alto muro di pietra chiara della lunetta e l'architettura del ridotto centrale.
Entrati nel ridotto, si può apprezzare il gioco delle feritoie per i fucilieri e piccoli pezzi d'artiglieria e, poi, salire al primo piano per mezzo di una scaletta, che in antichità era mobile e veniva ritirata in caso di pericolo.
Da qui si può scendere nascostamente, attraverso un scala di pietra, nelle viscere della terra e imboccare una stretta galleria, illuminata dal personale del Museo Militare, e giungere sino al fossato, sfuggendo così ad un inesistente nemico, che ipoteticamente ci assediasse.
Ora, girando a sinistra e camminando rasenti al muro di controscarpa, possiamo renderci veramente conto dell'altezza e potenza del baluardo.
Attraversando nuovamente il ponticello sulla cunetta percorriamo, a destra, una passeggiata seguendo i contorni di due baluardi e cortine per giungere alle arcate di un elegante acquedotto e rientrare in città da Porta Udine.

 
         
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